Imprint

Sarah Rossiter

A cura di Carina Leal

Dal 6 marzo al 26 aprile 2025


Inaugurazione giovedì 6 marzo dalle 18 alle 21

La galleria Febo e Dafne è lieta di presentare Imprint, la seconda mostra personale dell'artista americana Sarah Rossiter a Torino, a cura di Carina Leal. L'ultima esibizione si è tenuta presso la precedente galleria Dieffe, con opere fotografiche dell'artista. Per questa mostra, e per la prima volta, Rossiter presenta una serie di dipinti astratti realizzati in Francia, che rispecchiano sia l'ambiente in cui vive attualmente sia la sua precedente permanenza a Los Angeles, ispirata dall'esperienza di transizione che è avvenuta durante gli spostamenti tra Hawaii e Messico negli anni della pandemia.

Nella sua pratica, l'artista esplora lo spazio liminare tra presenza e assenza, indagando su come il tempo modella la percezione della realtà. Le sue opere sono create attraverso un processo di trasferimento in monoprint, in cui i dipinti iniziali su carta vengono pressati su tela. Questo processo abbraccia deliberatamente la casualità e rinuncia al controllo, permettendo risultati inaspettati che emergono da questa collaborazione tra intenzione artistica e processo materico. La carta originale viene poi scartata, sottolineando la transitorietà e l'impermanenza. Questa esplorazione nasce da una vita di transizione geografica, dove ogni luogo lascia la sua impronta.

Le opere più recenti rispondono alla persistente risonanza del conflitto bellico europeo vissuto durante la sua permanenza a Parigi, mentre altre elaborano una lontana devastazione ambientale, attraverso pastelli sorprendentemente delicati e arancioni vibranti - una meditazione cromatica sulla memoria e sulla trasformazione. Alcuni dipinti utilizzano pennellate fluide o gesti emotivi, mentre altri oscurano la propria storia sotto sovrapposizioni bianche, come un velo tra il visibile e l'invisibile. La sua palette emerge da un approccio intuitivo con elementi industriali ed eterei: i rosa e gli arancioni fluorescenti ricordano i materiali sintetici, mentre gli ori, gli argenti e i bianchi metallici evocano stati trascendenti. Lavorando con colori acrilici e vinilici su lino e carta, l'artista alterna la creazione di segni intenzionali al flusso intuitivo. Questa tensione tra artificio e natura, tra processi controllati e fluidi, riflette il passaggio perpetuo tra la nostra esperienza umana condizionata e gli spiragli della coscienza universale.

I dipinti di questa personale si sono evoluti dalla sua precedente pratica nella fotografia e nella scultura. Piuttosto che raffigurare il corpo, ora lo coinvolge direttamente attraverso il movimento, creando opere a una velocità che supera il pensiero cosciente, producendo immagini che appaiono allo stesso tempo vecchie e nuove. La mostra invita gli spettatori a entrare in un ambiente dinamico in cui l'introspezione diventa un portale verso strati più profondi della coscienza, dove ogni gesto segna il passaggio del tempo come una partitura visiva, creando an energetic imprint


Biografia 

Sarah Rossiter è un'artista americana con una pratica che spazia dalla fotografia alla scultura e alla pittura. Le sue prime mostre a New York negli anni Novanta presso la Andrea Rosen Gallery (1993) e la Thomas Erben Gallery (dal 1996 al 1999) hanno evidenziato il rapporto tra soggetto e spettatore, mettendo in discussione l'oggettivazione della forma femminile in relazione alla storia dell'arte e alla cultura contemporanea.

Ha ottenuto riconoscimenti per la serie intitolata Velocity (1998), in cui i dipinti della madre degli anni '70 venivano proiettati sul corpo dell'artista, mentre un'altra serie realizzata in Hawaii (2001) raffigurava il corpo dell'artista in contrasto con aridi paesaggi vulcanici e rigogliosi scenari tropicali.

Rossiter ha partecipato al collettivo artistico fierce pussy (1991), ha co-fondato ART CLUB2000 (1992) in collaborazione con Colin DeLand all'American Fine Arts Co. e in seguito ha fondato la Velocity Gallery (1997) a Brooklyn, dove ha ospitato artiste emergenti e ha realizzato una mostra che è apparsa sulla prima pagina del New York Times Arts Section (recensione di Roberta Smith, novembre 1998).

Il trasferimento in California nel 2000 le ha permesso di interagire con i paesaggi naturali e la luce, oltre a creare una connessione più profonda con la coscienza e il luogo. Ex allieva del fotografo Gregory Crewdson (durante la Cooper Union nel 1992), il suo lavoro si è evoluto verso un'esplorazione più profonda delle relazioni psicodrammatiche, delle situazioni sceniche e della realtà costruita. Tuttavia, dopo un soggiorno a New York e dopo aver assistito agli attentati dell'11 settembre 2001, il suo lavoro ha iniziato a esplorare la dissoluzione della forma e la trasmissione della coscienza attraverso il linguaggio visivo. Nel 2003 ha realizzato ed esposto il suo ultimo lavoro performativo presso l'Atelier Amden in Svizzera.

Dopo essersi trasferita a Los Angeles, ha esposto lavori fotografici e scultorei su larga scala in mostre personali alla Treehouse Gallery (2007), alla Dieffe Arte Contemporanea (2009) e alla d.e.n. contemporary (2010), con un approccio più contemplativo focalizzato sulle esperienze immersive e sulla capacità delle immagini di trattenere memoria ed energia.

Dal 2019, Rossiter ha lavorato in modo nomade, creando serie di dipinti astratti in varie località, tra cui New York, Hawaii, Messico e Parigi. La sua attuale pratica pittorica emerge da questa fluidità geografica, e ogni corpo di lavoro riflette le qualità uniche del suo ambiente e degli eventi attuali. La prossima mostra alla galleria Febo & Dafne di Torino (marzo 2025) sarà la sua prima esposizione di dipinti dal 2016.

Il suo lavoro con ART CLUB2000 dal 1992 è stato presentato in mostre retrospettive tra cui il New Museum, l'Hessel Museum of Art, l'ARTISTS SPACE e la Kunsthalle Zürich.


Avanti
Avanti

Due di Quadri